
Astrée Lhermitte-Soka è un’artista francese nata a Parigi nel 1974, figlia dell’attore Thierry Lhermitte e di Hélène Aubert. Formata in grafica e illustrazione al Savannah College of Art and Design in Georgia, ha lavorato come grafica a New York prima di tornare in Francia per dedicarsi alla pittura, poi a forme più sperimentali di arte visiva.
Video e immagine in movimento: un terreno che le biografie ignorano
Gli articoli dedicati ad Astrée Lhermitte-Soka la presentano quasi sistematicamente come pittrice, a volte come ex truccatrice cinematografica. Questa descrizione è incompleta.
Negli ultimi anni, ha sviluppato una pratica di video e immagine in movimento presentata in piccole strutture d’arte contemporanea. Questi lavori prendono la forma di installazioni proiettate e di cortometraggi che mescolano testo, voce narrante e pittura scannerizzata.
Questo passaggio all’immagine animata prosegue logicamente la sua formazione di grafica e il suo passaggio sui set cinematografici. La frontiera tra arti visive e cinema sperimentale, per lei, non ha nulla di un colpo di marketing: è il prolungamento di un percorso che ha sempre oscillato tra il visivo fisso e il racconto per immagini.
Un ritratto di Astrée Lhermitte-Soka più dettagliato permette di misurare l’estensione di questa traiettoria artistica, ben oltre il solo status di figlia di un attore famoso.

Percorso artistico di Astrée Lhermitte-Soka: dalla grafica americana alla pittura concettuale
Comprendere il suo lavoro attuale implica ripercorrere le tappe che l’hanno costruita. Dopo i suoi studi al Savannah College of Art and Design, Astrée vive circa tre anni a New York, dove lavora come grafica. Questa immersione nella scena americana le conferisce una cultura visiva distinta da quella del milieu parigino.
Tornata in Francia, si dirige inizialmente verso il trucco cinematografico, un mestiere tecnico che richiede una comprensione fine della luce, delle texture e dell’inquadratura. Poi la pittura diventa la sua pratica principale. Tra le sue opere più conosciute figurano serie dai titoli evocativi: Doux-sœur, Les robes porte-bonheur, Hexagone exigu.
Ciò che è cambiato più recentemente è la natura stessa del suo lavoro pittorico. Le presentazioni in galleria descrivono un’evoluzione marcata verso serie più concettuali dalla pandemia:
- Utilizzo di archivi familiari integrati nelle tele o nelle installazioni, creando un dialogo tra memoria privata e immagine pubblica
- Incorporazione di frammenti di sceneggiature e storyboard, eredità diretta della sua prossimità con il mondo del cinema
- Lavoro sulla memoria delle immagini e il ruolo dello spettatore, che avvicina le sue opere recenti all’arte contemporanea concettuale piuttosto che alla pittura figurativa classica
Questo cambiamento non è affatto trascurabile. Trasforma un’artista che la stampa gossip considera volentieri nella categoria “figlia di star riconvertita” in una plasticista il cui approccio si inserisce nei dibattiti attuali dell’arte contemporanea sullo status dell’immagine.
Gallerie indipendenti ed esposizioni collettive: una presenza regolare e discreta
I contenuti online si concentrano sulla filiazione con Thierry Lhermitte e sorvolano la carriera di Astrée in poche righe. Il risultato: non si trova quasi alcuna menzione delle sue partecipazioni a recenti esposizioni collettive.
Eppure è una partecipante regolare di programmazioni locali: saloni di giovani artisti, gallerie associative, eventi off di grandi fiere. Questi spazi, spesso lontani dai circuiti mediatici parigini, costituiscono il tessuto reale della scena artistica francese contemporanea.
Questa discrezione è coerente con la scelta che ha fatto fin dall’inizio. Astrée non ha mai cercato di capitalizzare sul nome Lhermitte per accelerare la sua visibilità. Il suo sito personale, ospitato su una piattaforma minimalista, mette in risalto le opere senza una messa in scena biografica accentuata.

Filiere e autonomia: cosa significa il nome Lhermitte nel milieu artistico
Thierry Lhermitte è uno degli attori francesi più riconosciuti dal grande pubblico, soprattutto grazie ai suoi anni all’interno della compagnia del Splendid. La sua vita privata, al contrario, rimane poco esposta. Ha avuto tre figli con Hélène Aubert: Astrée, Victor e Louise (detta Lonny).
Il caso di Astrée illustra una dinamica frequente tra i figli di personalità dello spettacolo: la scelta di un ambito artistico adiacente ma distinto. Non ha cercato di diventare attrice. Il passaggio attraverso il trucco cinematografico ha costituito un ponte, non una destinazione.
La famiglia Lhermitte conta d’altronde altre figure legate alle arti e alle scienze. L’arrière-grand-père paterno di Astrée è il neurologo e psichiatra Jean Lhermitte, e la linea include il pittore Léon Lhermitte così come il neurologo François Lhermitte. La pratica artistica non è quindi una rottura familiare, ma piuttosto una continuità su più generazioni.
Vita privata
Astrée è madre di una figlia di nome Alice, nata dalla sua relazione con N. Soka, di cui si sa molto poco pubblicamente. Questa discrezione sulla sfera personale prosegue l’atteggiamento generale della famiglia Lhermitte nei confronti dei media.
Il percorso di Astrée Lhermitte-Soka rimane ampiamente sotto-documentato rispetto alla sua reale ricchezza. Tra video sperimentale, pittura concettuale e presenza nel circuito delle gallerie indipendenti, il suo lavoro supera di gran lunga l’etichetta riduttiva di “figlia di” che le attribuiscono la maggior parte dei risultati di ricerca. La prossima esposizione collettiva o installazione proiettata sarà forse quella che riequilibrerà la percezione pubblica.